Malasanità e omessa diagnosi di aneurisma: oltre 440.000 euro riconosciuti ai familiari con triplo accordo stragiudiziale [Caso reale]

Un esame diagnostico non corretto può precludere un intervento salvavita.

Un’ecografia o un controllo di routine apparentemente rassicuranti non escludono una grave responsabilità sanitaria se il professionista omette di rilevare una patologia severa e in atto.

La fase diagnostica rappresenta infatti il primo ed essenziale momento del percorso di cura: l’identificazione tempestiva di una lesione o di una malformazione e la conseguente scelta del trattamento specialistico più appropriato possono risultare determinanti per la vita del paziente.

È quanto emerge da un caso reale seguito dallo Studio Legale Salerno, definito mediante una complessa procedura stragiudiziale articolata su tre distinti accordi transattivi, nel quale è stata accertata la responsabilità di due medici ecografisti e della struttura sanitaria per il decesso di una paziente, con il riconoscimento di un risarcimento complessivo di 440.000 euro in favore dei congiunti.

Il caso: la mancata diagnosi dell'aneurisma in sede ecografica

La paziente si era sottoposta nell'arco di circa due anni a più controlli ecografici addominali completi presso una nota clinica privata.

In occasione delle ultime due ecografie — eseguite da due diversi medici specialisti operanti all'interno della medesima struttura — veniva refertata esclusivamente la presenza di una banale cisti renale, senza che alcuno dei professionisti segnalasse la presenza di una dilatazione patologica dell'aorta addominale.

A breve distanza di tempo dall'ultimo controllo, la paziente veniva trasportata d'urgenza in ospedale a causa di un improvviso malore, ove decedeva il giorno stesso a seguito della rottura di un voluminoso aneurisma dell'aorta addominale di circa 9 cm.

Gli errori accertati nella fase diagnostica

A seguito delle azioni intraprese dai familiari, l'accertamento peritale svolto in sede penale tramite incidente probatorio ha individuato precisi e chiari profili di colpa a carico dei sanitari:

  • l'errata interpretazione delle immagini ecografiche durante entrambi i controlli;

  • lo scambio della dilatazione aortica per una semplice cisti renale;

  • l'omesso invio tempestivo della paziente presso un centro di chirurgia vascolare.

Secondo i consulenti nominati dalla Procura, sussisteva un chiaro nesso di causalità tra la condotta omissiva dei medici ed il decesso: qualora l'aneurisma fosse stato correttamente diagnosticato prima della rottura del vaso, la paziente avrebbe potuto essere sottoposta ad intervento chirurgico programmato, con elevatissima probabilità di salvataggio della vita.

La strategia negoziale: il frazionamento del debito e la tripla transazione

Di fronte a una responsabilità concorsuale che vedeva coinvolti due medici specialisti e la struttura sanitaria presso cui avevano operato (responsabile ai sensi dell'art. 1228 c.c.), lo Studio Legale Salerno ha elaborato una complessa strategia negoziale d'attacco.

Invece di avviare un unico e lungo giudizio civile nei confronti di tutti i soggetti, l'Avv. Andrea Maria Salerno ha applicato la disciplina del frazionamento delle pretese risarcitorie (art. 1311 c.c.):

  • Primi due accordi con i medici (e le loro Assicurazioni): sono state condotte due trattative separate direttamente con i liquidatori delle compagnie assicuratrici dei due medici ecografisti, liberando i singoli professionisti ma facendo salvo il diritto di agire per il residuo.

  • Terzo accordo con la Casa di Cura: inviata formale diffida e costituzione in mora alla struttura sanitaria per la quota di responsabilità residua, lo Studio ha aperto un ulteriore tavolo di trattativa, conclusosi con una terza ed ultima transazione a saldo e stralcio.

440.000 euro complessivi riconosciuti ai familiari

Attraverso la gestione coordinata dei tre distinti accordi stragiudiziali, lo Studio Legale Salerno è riuscito ad ottenere la liquidazione integrale dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dai familiari della vittima per una somma totale di 440.000 euro.

Il risarcimento complessivo è stato ripartito ed erogato in favore di tutti i congiunti aventi diritto:

  • al marito della vittima (iure proprio e iure hereditatis);

  • alla figlia;

  • alle nipoti della paziente.

La procedura ha consentito di far ottenere alla famiglia il massimo risarcimento spettante ed al contempo di azzerare i tempi di attesa tipici di una causa civile ordinaria, evitando anni di contenzioso giudiziario.

Quando la responsabilità nasce da un'omessa diagnosi

Questo caso dimostra quanto sia fondamentale esaminare con estremo rigore la fase della diagnostica medica per immagini.

La responsabilità sanitaria non deriva soltanto da un errore commesso durante un intervento chirurgico, ma può emergere anche dalla mancata o errata lettura di un esame diagnostico, che impedisce al paziente di accedere in tempo alle terapie o agli interventi salvavita necessari.

Lo Studio Legale Salerno affronta i casi di responsabilità sanitaria partendo dall'analisi approfondita della documentazione clinica e delle perizie diagnostiche, avvalendosi di consulenti medico-legali e specialisti di parte per verificare la condotta sanitaria, il nesso causale e la sussistenza dei presupposti per un'azione risarcitoria.

Domande Frequenti (FAQ)

Una diagnosi ecografica errata può configurare una responsabilità medica?

Sì. L'errata o la mancata diagnosi durante un esame instrumental (come un'ecografia o una TAC), che impedisce la tempestiva individuazione di una patologia grave o letale, costituisce un profilo di responsabilità professionale del medico e della struttura.

È possibile chiudere un accordo risarcitorio solo con alcuni dei medici responsabili?

Sì. Attraverso specifici strumenti del diritto civile (come la transazione parziale ex art. 1311 c.c.), è possibile definire la posizione risarcitoria nei confronti di uno o più coobbligati mantenendo intatto il diritto di agire verso gli altri responsabili o verso la struttura sanitaria per il residuo del danno.

Anche i nipoti possono ottenere il risarcimento per la perdita di uno zio o una zia?

Sì. Il risarcimento per il danno da perdita del rapporto parentale può spettare anche ai nipoti, a condizione che venga dimostrata la frequenza di frequentazione e l'effettività del legame affettivo con il familiare scomparso.

Hai subito un errore medico in Sicilia o in strutture fuori regione?

Lo Studio Legale Salerno, con sede a Marsala (Trapani) e operativo in tutta la Sicilia, esamina la documentazione clinica avvalendosi di consulenti medico-legali di parte per verificare la condotta sanitaria e la sussistenza dei presupposti risarcitori.

Avv. Andrea Maria Salerno

Laureato in Giurisprudenza e iscritto all'Ordine degli Avvocati del Foro di Marsala, vanta oltre vent'anni di esperienza nel contenzioso civile. Fondatore dello Studio Legale Salerno, si occupa prevalentemente di risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria, sinistri stradali gravi e infortunistica sul lavoro. Svolge la propria attività in Sicilia offrendo un'assistenza legale rigorosa, riservata e orientata alla tutela concreta della persona.

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