Malasanità e decesso post-operatorio: oltre 92.000 euro riconosciuti al nipote per la morte della Zia [Caso reale]
Un intervento riuscito non esclude una responsabilità nella fase post-operatoria.
Un intervento chirurgico tecnicamente eseguito senza complicazioni immediate non esclude una successiva responsabilità sanitaria.
La fase post-operatoria rappresenta infatti un momento essenziale del percorso di cura: il monitoraggio delle condizioni del paziente, il riconoscimento tempestivo delle complicanze e la scelta del trattamento più appropriato possono risultare determinanti.
È quanto emerge da un caso reale seguito dallo Studio Legale Salerno, definito dal Tribunale di Palermo con sentenza n. 3429/2022, pubblicata il 5 agosto 2022, nel quale è stata riconosciuta la responsabilità di una struttura sanitaria per il decesso di una paziente di 46 anni.
Il caso: le complicanze dopo l'intervento
La paziente era stata ricoverata per sottoporsi a un intervento di bypass bilio-intestinale, che aveva avuto un regolare decorso perioperatorio.
Già il giorno successivo, tuttavia, aveva iniziato a manifestare dolore addominale e fuoriuscita di materiale sieroematico dalla ferita.
Successivamente, un esame TC aveva evidenziato un aumento del versamento fluido intraddominale e si era reso necessario un nuovo intervento, al termine del quale era stata diagnosticata una deiscenza dell'anastomosi digiuno-ileale con bileperitoneo.
Il quadro clinico si era progressivamente aggravato fino al decesso, avvenuto dopo diverse settimane per shock settico, nel contesto di una sepsi generalizzata con insufficienza multiorgano.
Gli errori accertati nella gestione post-operatoria
La consulenza tecnica d'ufficio disposta durante il giudizio ha individuato tre specifici profili di colpa:
la gestione del primo post-operatorio in un reparto di degenza anziché in un ambiente protetto intensivo;
la scelta di un trattamento conservativo non chirurgico nonostante fossero presenti chiari segni di deiscenza dell'anastomosi;
la successiva esecuzione di ileostomie considerate ad alto rischio di deiscenza, anziché ricorrere a più prudenti enterostomie di protezione.
Secondo i consulenti, tali condotte avevano cagionato il decesso secondo il criterio civilistico del “più probabile che non”.
Il Tribunale ha condiviso le conclusioni della CTU, riconducendo l'evento letale alla condotta omissiva, negligente e imperita dei sanitari e sottolineando come il principale profilo di responsabilità riguardasse non tanto l'intervento originario, quanto la gestione del post-operatorio.
Il ruolo delle infezioni nosocomiali
Le condotte accertate avevano inoltre favorito l'insorgenza e l'evoluzione del processo peritonitico e di plurime infezioni da germi nosocomiali.
La CTU ha correlato il decesso, secondo il criterio della probabilità prevalente, proprio alle infezioni sviluppatesi nel contesto delle incongrue azioni e omissioni individuate durante la gestione della paziente.
Il danno terminale e il risarcimento ai familiari
Poiché tra l'insorgenza delle complicanze e il decesso erano trascorse diverse settimane, il Tribunale ha riconosciuto anche il danno biologico terminale, considerando le sofferenze fisiche e psichiche vissute dalla paziente prima della morte.
Ai familiari è stato inoltre riconosciuto il danno da perdita del rapporto parentale, determinato applicando le Tabelle di Milano e considerando, tra gli altri elementi, il grado di parentela, la convivenza e la qualità e intensità della relazione affettiva.
Oltre 92.000 euro al nipote per la morte della zia
Particolarmente significativo è il riconoscimento ottenuto dal nipote della vittima.
Il Tribunale gli ha attribuito 62 punti secondo i criteri delle Tabelle di Milano, quantificando inizialmente il danno parentale in 90.594,40 euro.
Nel dispositivo della sentenza, all'esito dei conteggi relativi a rivalutazione e interessi, la struttura sanitaria è stata condannata a corrispondergli 92.420 euro, oltre agli interessi legali dalla pronuncia fino al soddisfo.
Il dato è particolarmente interessante perché dimostra come, nella liquidazione del danno parentale, non rilevi soltanto il grado formale di parentela, ma la concreta consistenza del rapporto affettivo perduto.
La sentenza ha inoltre riconosciuto ulteriori risarcimenti ai fratelli e alle sorelle della vittima e agli eredi del padre, oltre al danno terminale trasmesso iure hereditatis.
Quando la responsabilità nasce dopo l'intervento
Questo caso evidenzia quanto, nella valutazione di un possibile episodio di malasanità, sia necessario ricostruire l'intero percorso clinico.
La responsabilità può infatti emergere non soltanto dall'esecuzione di un intervento, ma anche dal monitoraggio successivo, dal mancato riconoscimento tempestivo di una complicanza o da scelte terapeutiche non adeguate.
Lo Studio Legale Salerno affronta i casi di responsabilità sanitaria partendo dall'analisi della documentazione clinica e, quando necessario, dalla valutazione medico-legale, per verificare la condotta sanitaria, il nesso causale e la sussistenza dei presupposti per un'azione risarcitoria.
Domande Frequenti (FAQ)
Un intervento chirurgico riuscito esclude la responsabilità medica nel post-operatorio?
No. Un intervento tecnicamente eseguito senza complicazioni immediate non esclude la responsabilità della struttura sanitaria. Il monitoraggio successivo, la gestione tempestiva delle complicanze e le cure post-operatorie fanno parte integrante del trattamento medico.
Anche i nipoti hanno diritto al risarcimento per la perdita di una zia?
Sì, come confermato dalla giurisprudenza e da casi reali affrontati in tribunale, il risarcimento per la perdita del rapporto parentale può essere riconosciuto anche a parenti non appartenenti al nucleo familiare ristretto (come i nipoti), a condizione che venga provata in giudizio la profondità e l'effettività del legame affettivo.
Cosa fare in caso di decesso per presunta malasanità post-operatoria?
È fondamentale affidarsi a uno studio legale per richiedere immediatamente la cartella clinica e disporre una consulenza medico-legale d'ufficio o di parte, indispensabile per accertare eventuali errori nella gestione delle complicanze.
Se ritieni che un danno o il decesso di un tuo familiare possano essere collegati a un errore medico o a una gestione sanitaria non adeguata, contatta lo Studio Legale Salerno.
Esamineremo il caso e la documentazione disponibile per valutare quali possibilità di tutela possono concretamente essere intraprese.

