Sinistro Mortale con Concorso di Colpa: oltre 655.000 euro riconosciuti ai cinque figli [Caso Reale]

La presenza di un concorso di colpa della vittima non esclude il diritto dei familiari al risarcimento dei danni conseguenti a un incidente stradale mortale. Incide, però, sulla quantificazione delle somme e rende particolarmente importante una ricostruzione rigorosa della dinamica e di tutte le voci di danno risarcibili.

Con la sentenza n. 597/2021, pubblicata il 4 agosto 2021, il Tribunale di Marsala, in una causa patrocinata dall’Avvocato Andrea Maria Salerno, ha riconosciuto ai cinque figli della vittima un risarcimento complessivo superiore a 655.000 euro, nonostante l’accertamento di un concorso di colpa del 30%.

Il caso: lo scontro durante una manovra di sorpasso

Il sinistro si verificò lungo una strada provinciale, dove un’autovettura entrò in collisione con un’Ape Piaggio che stava effettuando una svolta a sinistra.

L’urto provocò alla vittima lesioni gravissime. Dopo cento giorni trascorsi in condizioni cliniche particolarmente compromesse, il conducente dell’Ape morì a causa delle conseguenze dell’incidente.

La definizione della responsabilità richiese una complessa ricostruzione cinematica, basata sui rilievi eseguiti dopo il sinistro, sulle tracce di frenata, sui danni riportati dai veicoli, sulle testimonianze e sulle conclusioni della consulenza tecnica disposta dal Tribunale.

La ricostruzione della dinamica e il concorso di colpa

Gli accertamenti tecnici evidenziarono che l’autovettura procedeva a una velocità stimata tra 71 e 80 km/h, nonostante il limite di 50 km/h.

Il Tribunale rilevò inoltre l’esecuzione di una manovra di sorpasso oltre la linea continua, l’invasione della corsia opposta, il mancato rispetto della distanza di sicurezza e una velocità non adeguata alle caratteristiche della strada e alle condizioni concrete della circolazione.

Al conducente dell’autovettura fu pertanto attribuita una responsabilità del 70%.

Il restante 30% venne posto a carico della vittima, alla quale fu contestato di non essersi assicurata di poter effettuare la svolta a sinistra senza creare pericolo per gli altri utenti della strada.

Il proprietario dell’autovettura fu riconosciuto responsabile in solido con il conducente, ai sensi dell’articolo 2054, terzo comma, del Codice civile. Alla condanna partecipò anche la compagnia assicurativa del veicolo.

La posizione della compagnia assicurativa

Prima della decisione, la compagnia assicurativa aveva già versato alcuni acconti ai cinque figli della vittima.

Nel corso del giudizio sostenne che le somme corrisposte fossero congrue e pienamente satisfattive, chiedendo quindi il rigetto di ogni ulteriore pretesa risarcitoria.

Il Tribunale giunse a una conclusione differente, riconoscendo che gli importi già versati non coprivano integralmente i danni subiti dai familiari.

Il danno da perdita del rapporto parentale

Una delle principali voci riconosciute dal Tribunale fu il danno non patrimoniale derivante dalla perdita del genitore.

La sua quantificazione venne effettuata sulla base dei criteri previsti dalle Tabelle di Milano e delle circostanze concrete emerse nel processo, tra cui l’età dei familiari, la mancata convivenza, la distanza delle rispettive residenze e gli elementi disponibili sul rapporto con la vittima.

Le somme così determinate furono successivamente ridotte in considerazione del concorso di colpa attribuito al conducente deceduto.

Il danno biologico terminale e il danno catastrofale

La sentenza ha riconosciuto anche i danni maturati direttamente dalla vittima nei cento giorni intercorsi tra l’incidente e il decesso e successivamente trasmessi ai figli in qualità di eredi.

In particolare, il Tribunale ha liquidato il danno biologico terminale, derivante dalla gravissima compromissione dell’integrità psicofisica durante il periodo di sopravvivenza, e il danno catastrofale, collegato alla sofferenza provocata dalla consapevolezza delle proprie condizioni e dell’approssimarsi della morte.

La documentazione sanitaria descriveva infatti la vittima, ancora il giorno precedente al decesso, come vigile, collaborante e orientata nel tempo e nello spazio.

Il Tribunale ha quindi riconosciuto entrambe le voci di danno, applicando anche a tali importi la riduzione prevista per il concorso di colpa e attribuendo le relative somme ai cinque figli in qualità di eredi.

Oltre 655.000 euro complessivamente riconosciuti

All’esito del giudizio, il Tribunale ha riconosciuto ai cinque figli della vittima un risarcimento complessivo superiore a 655.000 euro, nonostante il concorso di colpa del 30%.

La compagnia assicurativa aveva già versato complessivamente 210.000 euro, ritenendo tali acconti sufficienti a soddisfare le richieste dei familiari. Il Tribunale ha invece condannato i convenuti al pagamento di ulteriori 445.200 euro, oltre interessi e rivalutazione.

La decisione ha così riconosciuto ai familiari somme sensibilmente superiori rispetto a quelle che la compagnia considerava sufficienti a definire la richiesta risarcitoria.

L’importanza di una ricostruzione completa del danno

La sentenza mostra come il riconoscimento di un concorso di colpa non comporti automaticamente l’esclusione dei diritti risarcitori dei familiari.

Anche in presenza di una responsabilità concorrente della vittima, è necessario ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e individuare separatamente tutte le voci di danno: dalla perdita del rapporto parentale ai pregiudizi maturati dalla persona deceduta durante il periodo di sopravvivenza.

Nel caso esaminato, l’attività difensiva svolta dall’Avvocato Andrea Maria Salerno ha consentito di ottenere il riconoscimento di un risarcimento significativamente superiore agli acconti che la compagnia assicurativa considerava già pienamente satisfattivi.

Domande Frequenti ( Faq )

Se c'è un concorso di colpa della vittima in un sinistro stradale mortale, i familiari perdono il diritto al risarcimento?

No. Il concorso di colpa riduce la percentuale del risarcimento ma non lo azzera. I familiari ottengono comunque un risarcimento calcolato sulle tabelle e rapportato al danno subito.

Come viene calcolato il risarcimento per i figli in caso di perdita di un genitore?

Il risarcimento tiene conto della gravità della perdita, del numero dei figli e dell'età, valorizzando le componenti del danno parentale, morale ed esistenziale anche in presenza di una corresponsabilità nel sinistro.

In caso di incidente mortale con concorso di colpa, devo accettare la prima proposta di risarcimento dell'assicurazione?

Prima di accettare è consigliabile rivolgersi a un legale esperto nel settore. Le compagnie tendono spesso a chiudere il caso con cifre al ribasso o a considerare satisfattivi acconti parziali, ignorando voci di danno fondamentali e la reale portata del pregiudizio subito.

Hai perso un familiare in un incidente stradale?

Nei casi di lesioni gravi o di decesso, la ricostruzione della dinamica e la corretta individuazione di tutte le voci di danno possono incidere in modo determinante sulla tutela risarcitoria.

Lo Studio Legale Salerno assiste persone e famiglie coinvolte in sinistri stradali in tutta la Sicilia.

Avv. Andrea Maria Salerno

Laureato in Giurisprudenza e iscritto all'Ordine degli Avvocati del Foro di Marsala, vanta oltre vent'anni di esperienza nel contenzioso civile. Fondatore dello Studio Legale Salerno, si occupa prevalentemente di risarcimento danni da responsabilità medica e sanitaria, sinistri stradali gravi e infortunistica sul lavoro. Svolge la propria attività in Sicilia offrendo un'assistenza legale rigorosa, riservata e orientata alla tutela concreta della persona.

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